"Ci tengo a garantire che da parte nostra non ci sono spinte, pressioni o obiettivi di velocità particolari, ogni elemento che viene considerato, programmato e realizzato sulla rete si basa soltanto sulla sicurezza del servizio". È la premessa da cui parte l'ad di Atm Alberto Zorzan per rassicurare i cittadini sul servizio dei trasporti pubblici, finito nella bufera dopo il tragico deragliamento del tram 9 lo scorso 27 febbraio, costato la vita a due persone, e una catena di episodi nei giorni successivi: due tram usciti dai binari, le fiamme sul tetto di un mezzo e il fumo causato da un guasto tecnico la scorsa domenica su un tram della linea 10 in zona Darsena. Episodi che Zorzan non vuole minimizzare, ma sottolinea che "non ci sono stati contusi" e se non ci fosse stata l'attenzione alta in seguito al primo deragliamento "forse non avrebbero fatto notizia". L'ad ha riferito ieri ai consiglieri comunali in Commissione. È il tempo delle rassicurazioni e dei numeri che garantiscono investimenti importanti su manutenzioni, formazione dei conducenti, calo dei guasti. Il focus è sui mezzi di superficie e, partendo dal fondo, nel 2025 l'indice di guasto è stato di 24,7 ogni 100mila km, il 13% in meno rispetto all'anno prima. Atm gestisce tra bus, filobus e tram una rete di 1.760 km, 181 linee, 1.730 mezzi, 22mila corse al giorno (5mila fornite dalle 17 linee di tram). A chi domanda se ci sono stati tagli sulle manutenzioni assicura che "non sono assolutamente calate e la forza lavoro è adeguata". Le cifre: nel 2025 ci sono stati 104mila ordini di manutenzione sulla flotta (per 144mila ore di lavoro), 40mila sulle infrastrutture (per 200mila ore). I conducenti sono 3.915 (di cui 1.009 tranvieri) e 607 (di cui 126 tranvieri) sono stati assunti l'anno scorso. L'anzianità media aziendale è di 16 anni. Sono 1.776 gli addetti alla manutenzione (50 assunti nel 2025) e 398 sono dedicati alla rete tranviaria. Negli ultimi 10 anni Atm ha fornito una media annua di 28mila ore di formazione tecnica a conducenti dei tram e 9.200 a manutentori. Sono stati spesi 52 milioni per le manutenzioni della rete e flotta tramviaria nel 2025, circa 442 dal 2015. Zorzan ha ricordato che la sala operativa conta 40 addetti ed è "attiva h24 per 365 giorni all'anno", sorveglia la regolarità del servizio, gestisce le situazioni di emergenza e di pronto intervento. Nessuno scambio dei binari viene azionato da remoto, il conducente deve azionando il telecomando posto sul cruscotto. Sono 90 gli addetti all'esercizio per il controllo all'esterno. Dal capogruppo della Lega Alessandro Verri a Pietro Celestino di FdI le richieste sul livello degli straordinari. Zorzan risponde che la media "è di 15 ore al mese". La lunghezza dei mezzi varia dai 13,9 metri del vecchio Carrelli 1928 ai 35,3 metri del Sirio. Nel mirino è finito il Tramlink, deragliato in viale Vittorio Veneto, modello bidirezionale lungo 25,4 metri. Enrico Marcora (FdI) e Mariangela Padalino (Noi Moderati) hanno sollevato dubbi, anche in aula, sull'opportunità di acquistare 74 tram bidirezionali e sulla loro idoneità sulle strade milanesi. Sono mezzi diffusi in Europa, da Valencia a Berna a Basilea, Alicante. "Il 99% dei nuovi mezzi in servizio è bidirezionale, tutti evitano di costruire anelli di ritorno e nel nostro caso - spiega Zorzan - in alcuni punti della città non sono realizzabili, quindi erano necessari per servire le tramvie di nuova generazione, ad esempio per il tram 7 diretto a Cascina Gobba, la linea 32 a Limbiate, il 2 a Villapizzone, il 13 a Santa Giulia". Riferisce che nel 2024 "ci sono stati 5 deragliamenti, 15 anni fa ne contavamo 50". Per l'assessore alla Mobilità Arianna Censi è stata "un'operazione utile per rasserenare gli utenti. Non c'è nulla di peggio di un timore che non ha ragione di esistere per diminuire la fiducia e forse l'utilizzo".