Nei prossimi anni cambiare tutto al casello: non solo il vecchio box di plastica fissato sul parabrezza, ma anche MobiQ, un nuovo metodo per risparmiare tempo e pagare senza fermarsi, semplicemente con uno smartphone.
Il Telepass è stato il primo sistema al mondo impiegato per il pagamento del pedaggio autostradale senza sosta. È stato progettato e testato proprio in Italia, e il suo debutto risale al 1989, quando venne impiegato sulla tratta Milano-Roma in occasione dei Mondiali di Calcio di Italia '90. Sono trascorsi davvero tanti anni, e nel frattempo la tecnologia è andata avanti, trasportandoci in un mondo sempre più digitale.
Ecco dunque che oggi si parla di un nuovo metodo per superare il casello e che sarà sperimentato al momento solo in Usa e Giappone. Si tratta di MobiQ, una tecnologia rivoluzionaria sviluppata da un'azienda statunitense che fa tuttavia parte del gruppo giapponese Denso.
A differenza del vecchio Telepass, ma anche di UnipolMove o MooneyGo, MobiQ non ha bisogno di un box fissato sul parabrezza, poiché si serve direttamente dello smartphone. Ai giorni nostri, infatti, è lo smartphone lo strumento maggiormente impiegato in molte azioni della vita quotidiana. Non si tratta più di un semplice telefono utilizzato per chiamare e inviare messaggio: lo smartphone, ormai, fa di tutto. Dunque, perché non usarlo anche per pagare il pedaggio?
Il nuovo sistema si serve di una soluzione software criptata che dialoga direttamente con le infrastrutture autostradali grazie all'amplificazione criptata del segnale RF. Non solo. Il cellulare si occuperà anche di suggerire le soluzioni migliori. Al prossimo pedaggio si paga una certa cifra? C'è molto traffico? MobiQ avviserà e proverà a suggerire una soluzione alternativa: invece di pagare e procedere lungo quel percorso, meglio forse deviare su una strada statale. Starà poi alla persona al volante decidere.
Per quanto riguarda i pagamenti al casello, il sistema sarà molto più snello e rapido. Il pagamento sarà immediato e verrà subito contabilizzato. Si tratta dunque di una semplificazione anche per i gestori dell'infrastruttura.
Al momento non è prevista la sperimentazione in Italia e non si sa quando questo metodo potrà arrivare anche da noi. In ogni caso servirà tempo per aggiornare i caselli e armonizzare i sistemi di pagamento, oltre che integrare questa tecnologia con le norme italiane ed europee, spesso più severe soprattutto in materia di privacy e tutela del consumatore.