Gaza, via alla fase 2: ecco il board di Trump

Scritto il 18/01/2026
da Matteo Basile

Il tycoon annuncia i primi nomi, da Rubio a Milei, poi gli europei. Netanyahu già critico

La Fase 2 a Gaza è ufficialmente iniziata ma è già parzialmente in salita. Ancora una volta c’è la mano, e non solo, del presidente americano Donald Trump. Il tycoon ha annunciato la formazione dell’esecutivo per rendere «operativa la visione del Board of Peace» per il controllo ma anche e soprattutto, per la pacificazione e la ricostruzione della Striscia di Gaza devastata dal conflitto. «Il nostro sforzo riunirà un illustre gruppo di nazioni pronte ad assumersi la nobile responsabilità di costruire una pace duratura, un onore riservato a coloro che sono disposti a dare il buon esempio e a investire brillantemente in un futuro sicuro e prospero per le generazioni a venire», scrive Trump nelle prime lettere inviate ai primi «meravigliosi e impegnati partner». Ma è già polemica. L’ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu - invitato da Trump in serata - nel pomeriggio aveva fatto sapere che la «composizione del comitato direttivo di Gaza non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica».
Mentre la Jihad islamica ha parlato di composizione «per servire Israele».
«Questo Consiglio sarà unico nel suo genere, non c’è mai stato niente di simile!», scrive Trump. Tra i primi nomi emersi, nel board ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato Steve Witkoff, il genero del presidente Jared Kushner ma anche il contestato, dal mondo arabo, ex premier britannico Tony Blair. «Ringrazio il presidente Trump, sono onorato di essere stato nominato nel suo board», ha detto Blair. Nella lista, provvisoria presenti anche il finanziere e amico di Trump Marc Rowan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il viceconsigliere economico Robert Gabriel. Ma anche il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, la coordinatrice Onu per il Medio Oriente Sigrid Kaag, l’immobiliarista israeliano-cipriota Yakir Gabay, la ministra emiratina per la Cooperazione Internazionale Reem Al-Hashimy, il capo dei Servizi segreti egiziani Hassan Rashad e il diplomatico qatarino Ali Al-Thawadi. Tra i leader, spiccano il presidente argentino Javier Milei, quello egiziano Al Sisi quello paraguaiano Santiago Peña, il turco Erdogan, il premier canadese Mark Carney e anche Ali Sha’ath, appena diventato capo del governo tecnico palestinese della Striscia. I leader europei, tra cui ci sarà anche la premier Giorgia Meloni, saranno annunciati probabilmente in occasione del forum economico di Davos che inizia domani.
Il board a trazione trumpiana, avrà il difficile compito di applicare il piano in 20 punti alla base del fragile cessate il fuoco a Gaza. Su tutti, la smilitarizzazione la Striscia che, comprende togliere le armi ad Hamas e far ritirare l’esercito israeliano. Poi un enorme piano di ricostruzione e infine, forse l’ostacolo più grande, trovare una soluzione politica del conflitto in modo che la pace possa essere duratura. Anche per questo è previsto un governo provvisorio e una forza militare di stabilizzazione. Un percorso complesso e ad ostacoli che parte subito in salita.
Ma vista la storia recente, che possa partire è già una piccola impresa.