La telefonata segreta della principessa Anna ad Andrea

Scritto il 20/03/2026
da Francesca Rossi

La Principessa Reale sarebbe stata l’unica reale a non abbandonare l’ex duca di York dopo lo scandalo Epstein

Tra i figli della regina Elisabetta la principessa Anna è, forse, quella che le somiglia di più: ha assorbito alla perfezione il senso del dovere, della sobrietà e la necessità di mantenere un’apparenza imperturbabile soprattutto di fronte alle crisi più spaventose. Anche Anna, però, starebbe patendo le conseguenze dello scandalo Epstein. Di fronte alle accuse rivolte al fratello Andrea non avrebbe reagito con la solita fermezza, bensì oscillando tra un’iniziale solidarietà e una grande rabbia. La principessa sarebbe stata l’unica, nella famiglia reale, a cercare di aiutare l’ex duca di York, almeno fino alla pubblicazione dei file Epstein.

Una principessa “che pensa con la propria testa”

Finora la principessa Anna ha mantenuto il riserbo assoluto sulla questione dello scandalo Epstein. Il suo silenzio ha spinto molti a chiedersi cosa pensi dell’ex principe Andrea, se la sua opinione sia cambiata negli anni e, in particolare, dopo la pubblicazione dei famosi file dell’imprenditore statunitense. Una curiosità legittima, visto che la Principessa Reale è una donna dal carattere forte, integerrimo e ha sempre dato la priorità alla Corona, alle tradizioni e alla dinastia. Tuttavia, a sorpresa, rivela l’esperto reale Richard Kay del Daily Mail, quando è scoppiato lo scandalo Epstein la Principessa Reale non si sarebbe schierata subito contro l’ex principe Andrea, preferendo una linea di condotta più conciliante. “Per quanto riguarda i rapporti con il…fratello, ho appreso che l’approccio [della principessa Anna] è stato principalmente quello di una persona che pensa con la propria testa”.

La telefonata

La scelta di evitare, almeno in una fase iniziale, l’atteggiamento intransigente degli altri Windsor non sarebbe stata una debolezza di Anna, al contrario. Prima di schierarsi la principessa avrebbe reputato più saggio tentare di valutare attentamente la situazione, di capire dove fosse la verità. Un modo di agire che conferma l’indipendenza di pensiero. Ma non si sarebbe limitata a esprimere vicinanza al fratello. “A Natale, mentre il resto della famiglia era a Sandringham, [la principessa] telefonò al Royal Lodge, dove [l’ex duca] era ancora rintanato”. Forse proprio in quell’occasione avrebbe invitato Andrea a trasferirsi da lei, a Gatcombe Park (Gloucestershire). L’ipotesi, poi, è che la telefonata sia stata “segreta”, come titola l’Express, cioè un’iniziativa di Anna, decisa senza chiedere il parere di Sua Maestà.

Tra “rabbia” e “carità cristiana”

Il presunto invito di Anna non dovrebbe essere interpretato come un tentativo di giustificare Andrea Mountbatten-Windsor. In realtà sembra che la principessa si sia trovata tra i classici due fuochi, combattuta tra il dovere verso Re Carlo e la pietà provata nei confronti dell’ex principe. Offrire a quest’ultimo ospitalità sarebbe stato, commenta ancora Kay, “non solo un atto di carità cristiana”, ma anche un “desiderio di circondare [Andrea] di affetto familiare”. Senza dimenticare, però, la lealtà alla Corona. Anna non avrebbe minimizzato nemmeno per un istante la portata dello scandalo che ha travolto la royal family: “È arrabbiata con [Andrea] per i suoi legami con Jeffrey Epstein e per l’ombra che questi hanno gettato sui reali e gli ha chiesto spiegazioni”.

Qualcosa è cambiato

La principessa Anna si sarebbe impegnata per destreggiarsi tra famiglia e dovere, tra la dedizione alla Corona e quella nei confronti dei parenti, nonostante la crisi. Una posizione difficile da mantenere, per certi versi quasi da equilibrista. Infatti alla fine avrebbe ceduto. Con la pubblicazione dei file Epstein, scrive Kay, l’atteggiamento di Anna verso il fratello si sarebbe “irrigidito”. Le foto e le rivelazioni sarebbero state un colpo per lei, spingendola a riconsiderare il suo comportamento solidale. In un primo momento la sorella di Carlo III, prosegue Kay, “aveva avuto difficoltà a concepire che il figlio, il fratello, lo zio di monarchi non potesse più essere un reale a tutti gli effetti”. Poi, però, avrebbe “riconosciuto” l’impossibilità, o comunque la notevole difficoltà, di difendere Andrea, allineandosi al resto della royal family.

Legami fraterni

Ormai Anna sarebbe persino d’accordo con la strategia di difesa di Carlo, William e Kate, perché “se Andrea non venisse allontanato, il rischio di un danno per la reputazione dell’istituzione sarebbe notevole. [La principessa] condivide il punto di vista della famiglia, secondo cui il Re ha fatto la cosa giusta ostracizzando Andrea”, sostiene l’esperto. Ma non le è possibile cancellare il legame fraterno con l’ex duca: “È ancora riluttante a vederlo escluso dalle riunioni private di famiglia”. Infatti Anna continuerebbe a chiamare l’ex principe e non avrebbe alcuna intenzione di interrompere i contatti, anche perché sarebbe “profondamente preoccupata per la sua salute mentale, visto che il suo mondo è imploso”. Neppure l’arresto dell’ex duca di York, avvenuto il 19 febbraio 2026 (Andrea è stato rilasciato dopo ben 11 ore, sottolinea la Bbc), le avrebbe fatto cambiare idea su questo punto, sebbene la notizia l’abbia profondamente “scossa”. Nonostante tutto Andrea rimane suo fratello.

Visita ufficiale in carcere

In pubblico la Principessa Reale ha fronteggiato la crisi della monarchia, innescata dall’ex principe Andrea, nel solo modo che conosce e che può essere riassunto in una sola parola: dovere. Anna ha continuato a svolgere gli incarichi ufficiali persino a poche ore di distanza dall’arresto del fratello, riporta il People, seguendo l’esempio di Carlo III e della regina Camilla. Lo scorso 19 febbraio, infatti, il sovrano ha portato avanti le udienze a St. James’s Palace e partecipato a un evento della London Fashion Week, mentre la moglie ha preso parte a un concerto a Londra. Un atteggiamento molto schietto per sottolineare l’estraneità di Andrea rispetto alla Corona. A destare un certo scalpore, però, è stato il luogo in cui si è recata la principessa Anna proprio il 20 febbraio 2026: il carcere HM Prison Leeds, nel West Yorkshire, aperto nel 1847. Non sono state pubblicate foto dell’evento. Naturalmente la distanza ravvicinata tra l’arresto di Andrea e l’uscita pubblica di Anna è stata una coincidenza, sebbene bizzarra, visto che le agende dei reali sono stabilite con mesi, se non anni, di anticipo.

Silenzio

Il 19 febbraio 2026 la principessa Anna ha partecipato a un altro evento ufficiale, sempre nel West Yorkshire, a Guiseley, visitando l’azienda Abraham Moon & Sons, specializzata nella produzione di abbigliamento in lana e tweed. Un appuntamento importante per lei, che è presidente della UK Fashion and Textile Association. All’arrivo a Guiseley, spiega Geo.Tv un uomo tra la folla ha gridato in direzione della principessa: “Altezza Reale, qual è la sua reazione all’arresto di suo fratello?”. Anna, come si vede bene in un video diventato virale, non ha battuto ciglio, rimanendo in silenzio e continuando la visita.

“Doveva essere Regina”

Nella sezione commenti del profilo Instagram “Royal Family Channel”, che ha pubblicato il video della visita di Anna, gli utenti si sono divisi tra chi pensa che la domanda sia stata indelicata e “inappropriata” e chi, invece, la ritiene legittima. “Perché è scortese? Lei sapeva. Sua madre ha pagato per lui! Lo sanno da anni e anni”, ha scritto qualcuno, riferendosi al coinvolgimento di Andrea nello scandalo Epstein e alla protezione che Elisabetta II avrebbe offerto al figlio. Molti altri, però, hanno lodato la serietà di Anna: “[La principessa] è una lavoratrice instancabile, un vanto per il Paese. Urlare in questo modo è maleducato e irrispettoso”, ha detto un altro. “Ha ragione a non rispondere. Non è responsabile per le azioni di suo fratello…”, ha affermato un terzo utente. La Principessa Reale rimane amatissima dai britannici, nonostante l’attuale crisi dell’istituzione. Prova ne sono le parole di un altro fan, che senza mezzi termini ha dichiarato: “La Principessa Anna avrebbe dovuto essere Regina d’Inghilterra”.