Meloni incassa l’apertura Ue sulle bollette: "Soddisfatta, sì a misure nazionali"

Scritto il 20/03/2026
da Adalberto Signore

La premier dopo il Consiglio Ue: no a missioni militari a Hormuz. Poi difende Delmastro: “Resta al suo posto, ma doveva essere più accorto”

dal nostro inviato a Bruxelles

Al termine di un Consiglio europeo fiume, durato circa tredici ore, Giorgia Meloni si ferma per un breve punto stampa sotto la cosiddetta "lanterna" dell'Europa Palace. A Bruxelles mancano ormai pochi minuti alla mezzanotte di giovedì e prima di rientrare a Roma la premier vuole tirare le somme del primo summit dei leader europei da quando, lo scorso 28 febbraio, l'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha dato il via a una crisi che sta incendiando il Medio Oriente con ricadute pensatissime - soprattutto per l'Europa - sul fronte economico, a partire dal caro-carburanti.

Hormuz e conflitto in Medio Oriente

Prima di entrare nel merito dei lavori del Consiglio Ue, Meloni torna sul documento congiunto approvato da Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Canada e Giappone in cui si manifesta una "disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz". Una dichiarazione sollecitata soprattutto da Keir Starmer ed Emmanuel Macron, d'intesa con il segretario generale della Nato Mark Rutte. E che, spiega la premier, è stata oggetto di "interpretazioni un po' forzate". Come già avevano anticipato Antonio Tajani e Guido Crosetto, ministri di Esteri e Difesa, Meloni conferma che "nessuno pensa a una missione dell'Italia per forzare il blocco dello Stretto". "Quello sui cui ci interroghiamo - aggiunge - è come possiamo offrire un contributo per difendere la libertà di navigazione", ovviamente "quando ci saranno le condizioni" e, dunque, "ragionevolmente in una fase post-conflitto".

Energia, Ets e bollette

Si passa al Consiglio Ue. E la premier spiega che "alla fine, dopo lunga discussione, si è riusciti a far entrare nelle conclusioni del vertice la possibilità di dare vita a misure nazionali urgenti che riescano a mitigare l'impatto delle varie componenti nella formazione del prezzo dell'elettricità", Ets compreso. Il che, aggiunge, "chiaramente ci consente da lunedì di lavorare con la Commissione sulla base del nostro decreto bollette". E questo "nell'immediato per noi era importantissimo". E ancora: "Ci sarà una trattativa", ma sono "confidente" in un via libera della Commissione Ue al decreto bollette. Mentre "c'è un tema di revisione degli Ets, cioè di come risolvere strutturalmente questi impatti che non sono equilibrati tra nazione e nazione. E già nel prossimo Consiglio europeo di giugno si dovrebbe arrivare con delle risposte concrete".

Il caso Delmastro

A Bruxelles c'è spazio anche per una domanda sul sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove che per oltre un anno ha detenuto quote una quota nella società "Cinque forchette", gestita dalla figlia di Mauro Caroccia, uomo vicino al clan mafioso dei Senese oggi in carcere. "Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro - spiega Meloni - è che forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa". "Quindi resta al suo posto?", le viene chiesto. "Si", è la risposta secca di Meloni. Che poi affonda su Elly Schlein: "Leggo che la segretaria del Pd sa dalla stampa che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo, perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa e scopro dalla Schlein, che lo ha letto sulla stampa, che lo sapevo da un mese". "Forse - continua - ci dovremmo anche interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l'ho appreso dalla stampa. Quindi non lo potevo sapere da un mese. Non so che cosa abbia letto Elly Schlein, ma sicuramente ha letto una fake news, perché di questo stiamo parlando".