L'ombra di Darth Vader nell’esercito di Saddam: il lato oscuro dei Fedayeen in Iraq

Scritto il 20/03/2026
da Davide Bartoccini

Nel 2003 i soldati Usa trovarono tra le milizie fedeli al regime iracheno elmetti neri ispirati a Star Wars: un simbolo grottesco dietro una macchina di repressione e guerriglia

Nel caos della guerra in Iraq del 2003, tra colonne di fumo e convogli di Humvee in marcia tra deserto e villaggi distrutti, alcuni soldati americani, membri della Delta Force, dei Marines e della celebre 101ª Airborne Division, notarono un dettaglio che sembrava decisamente fuori posto. Non si trattava di armi di distruzione di massa, o del famoso oro di Saddam, ma di strani elmetti neri con una forma fin troppo familiare. Sembravano usciti da un film di fantascienza. E più d’uno non poté resistere dall’indossarlo per dire con voce baritonale: “Sono tuo padre, Luke”.

Gli appassionati della trilogia di Guerre Stellari avranno certamente notato, osservando le foto della seconda guerra del Golfo, quel particolare decisamente singolare: la foggia degli elmetti dei Fedayeen di Saddam Hussein, l’unità paramilitare a cui era stata affidata, in teoria, la sicurezza del dittatore iracheno, che ricorda, stranamente, proprio quella di un personaggio emblematico e difficile da dimenticare: Lord Vader, o Darth Fener, a seconda della vostra istruzione nel mondo di fantascienza della fortunata saga uscita dal genio di George Lucas.

Tra i primi a notare questa singolare somiglianza nella tenuta da battaglia degli “Uomini del Sacrificio di Saddam”, furono proprio i paracadutisti della 101ª Divisione Aviotrasportata che irruppero nel covo dove si nascondeva il primogenito del dittatore, Uday Hussein, comandante dei Fedayeen e, a quanto pare, grande fan di Guerre Stellari. Secondo la storia, infatti, sarebbe stato proprio il primogenito di Saddam a portare la sua ammirazione per la saga “all’estremo”, ordinando al suo esercito personale di vestire uniformi che richiamassero lo stile dell’Impero Galattico di Star Wars, assegnando a questo corpo combattente, forte di circa 40.000 uomini, un casco molto simile a quello indossato da Darth Vader, il cavaliere Jedi che, scegliendo il lato oscuro della Forza, divenne Lord dei Sith. Ciò lo rese un perfetto e ambito trofeo di guerra.

Secondo la descrizione apparsa presso l'Imperial War Museum, che esibì uno di questi “trofei di guerra” dell’Iraq, questi elmetti erano “realizzati in fibra di vetro nera con una profonda protezione per collo e orecchie, che culminava in una punta pronunciata al centro della visiera”. “Sopra il lato destro era applicato un ovale di gomma nera che mostrava la silhouette di Saddam Hussein”, un dettaglio che spiccava comunque sullo “stile militare stranamente influenzato dal popolare film di fantascienza del 1977, Guerre Stellari”.

L’elmetto, di fattura rudimentale, conferiva un aspetto sinistro e inquietante; ma non offriva alcuna protezione balistica ai membri dei Fedayeen Saddam, reclutati nelle regioni più fedeli al dittatori e inquadrati a partire dal 1995.

Questa unità irregolare creata per proteggere il regime baathista, indossava uniformi e passamontagna neri, ed rimasta nota alla storia per aver eseguito migliaia di condanne a morte e torturato molti oppositori politici del dittatore iracheno, che verrà catturato solo nel 2006, dopo essere stato scoperto in una “buca del ragno” nella sua città natale, Tikrit.

I Fedayeen Saddam, descritti come corrotti, feroci e privi di scrupoli, non attirarono l'attenzione internazionale fino all'invasione dell'Iraq del 2003, operazione Iraqi Freedom. Mentre l'esercito iracheno e la Guardia Repubblicana crollarono rapidamente, questa forza paramilitare, ispirata ai fedayn palestinesi, oppose una strenua resistenza, colpendo le truppe statunitensi che, secondo la loro strategia, cercavano di aggirare i centri abitati per puntare direttamente a Baghdad e costringere Saddam alla capitolazione. I combattenti fedayn si trincerarono nelle città e lanciarono attacchi di guerriglia contro i convogli di rifornimento nelle retrovie, rallentando l’avanzata e mietendo vittime pur senza una preparazione militare adeguata o armamenti pesanti. I convogli di rifornimento erano estremamente vulnerabili agli attacchi, e una forza relativamente piccola di fedayn - armata di fucili d'assalto AK-47, lanciarazzi, mitragliatrici e mortai montati su camion - poteva ottenere modesti successi quando si concentrava sulla cattura o la distruzione di veicoli isolati o scarsamente difesi.

Si dice che dopo la caduta di Baghdad, nell’aprile del 2003, i soldati americani abbiano trovato in uno dei palazzi di Saddam dei dipinti dell’artista fantasy americana R.Morrill, che si era cimentata, tra le altre cose, nella creazione di poster per il secondo episodio della prima trilogia di Guerre Stellari, L’impero colpisce ancora, film in cui viene rivelato il legame padre-figlio tra l’eroe e protagonista Luke Skywalker e l’antagonista, il malvagio Darth Vader; e che nel 1991, alla vigilia della prima guerra del Golfo, la musica di Guerre Stellari accompagnasse la marcia dei soldati iracheni che attraversavano l’Arco della Vittoria, il monumento ideato da Saddam Hussein per commemorare la vittoria dell'Iraq sull’Iran.

Anche dopo il crollo dell'esercito regolare e delle forze della Guardia Repubblicana, i Fedayeen Saddam continuarono a tendere agguati alle truppe statunitensi fino all'aprile del 2003. I Fedayeen Saddam furono ufficialmente sciolti il 23 maggio 2003, in base all'Ordine 2 dell'Autorità Provvisoria della Coalizione sotto l'Amministratore Paul Bremer. Si ritiene che molti dei superstiti appartenenti ai Fedayeen, considerati tra i principali responsabili di alcuni degli atti più brutali compiuti dalle milizie pro-Saddam, colpevoli di aver commesso feroci torture ed esecuzioni sommarie, sopravvissuti alle ostilità e sfuggiti alla cattura, si siano rifugiati in Siria per unirsi, successivamente, all’Isis.