Tajani incontra il premier libico e il primo ministro del Qatar: parte il progetto di sviluppo nel porto di Misurata

Scritto il 18/01/2026
da Redazione web

Un investimento da 2,7 miliardi di dollari per trasformare Misurata in un hub strategico del Nord Africa: sul tavolo l’asse Italia-Qatar-Libia, tra infrastrutture, energia, gestione dei flussi migratori e stabilità politica del Paese.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato oggi a Misurata (Libia), dove su delega del Presidente del Consiglio parteciperà alla posa della prima pietra del terminal container della “Misurata Free Zone” con il Primo Ministro e Ministro Affari Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e con il Primo Ministro libico Abdulhameed Mohamed Dabaiba. A Italia e Qatar fanno riferimento le società coinvolte nel progetto di ampliamento del porto e gestione dei terminal container: la MSC e l’Al Maha Qatari Company.

Gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona franca di Misurata, nel nord-ovest della Libia, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa.

A Misurata il Ministro Tajani avrà anche un incontro bilaterale con il Primo Ministro libico Dabaiba per discutere di relazioni economiche tra Italia e Libia e opportunità offerte dalla Free Zone, migrazione e lotta al traffico di esseri umani. Al centro anche il processo di riconciliazione nazionale e il sostegno agli sforzi ONU per la stabilità e l’unità del Paese.

Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Libia sono in crescita, trainate dal comparto energetico. Nel 2024 l’interscambio ha raggiunto 9,5 miliardi di euro (+3,7%), con esportazioni italiane aumentate di oltre il 36%. Nel 2025, l’Italia e’ stato primo cliente della Libia, con una quota di mercato del 22,4%, e terzo fornitore, con una quota del 10,1%. L’Italia esporta verso la Libia principalmente derivati dalla raffinazione del petrolio, navi e imbarcazioni, mentre le importazioni italiane dalla Libia sono concentrate su petrolio greggio (91,6%) e gas naturale (5,4%), evidenziando la centralità del settore energetico negli scambi bilaterali.