Il gioco della torre, il cattivo maestro, la furbata di Conte: ecco il podio dei peggiori

Scritto il 18/01/2026
da Andrea Indini

I leader Avs fanno il gioco della torre e buttano giù Trump. In piazza Vasapollo contro una esule cubana. E poi il fronte del no con la furbata della raccolta firme. Ecco i peggiori della settimana

Il terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, va alla premiata ditta Fratoianni&Bonelli che ancora sono in giro a predicare la patrimoniale e soprattutto, nel gioco della torre a Rainnews24, si mettono a salvare dittatori come Maduro e Xi Jinping e a buttar giù Trump e Netanyahu. Il gioco è quello che si faceva da bambini: "Se su una torre ci sono…, chi butteresti giù?". Esempio: tra Netanyahu e il presunto finanziatore di Hamas, Mohammed Hannoun? "Butto giù Netanyahu", dice Fratoianni, ora ultra garantista. “Siamo davanti a un’inchiesta". E tra Trump e Maduro? "Butto Trump", assicura Bonelli. E se c'è Xi? "Butto sempre Trump". E non gli è stato chiesto tra Donald e l'ayatollah Khamenei: chissà chi avrebbe scelto. I due leader di Avs sono l'emblema della sinistra che è talmente intrisa di ideologia da non vedere che questa deriva estremista la sta portando a schiantarsi creando non pochi problemi al nostro Paese e più in generale all'Occidente. D'altra parte Avs è il partito che ha scoperto Soumahoro, che ha portato a Strasburgo Ilaria Salis e Mimmo Lucano, che come tutto il resto della sinistra è stato alla corte di Francesca Albanese. Non stupiamoci se poi, alle prossime politiche, infileranno in lista qualcuno di quelli tenuti sulla torre o magari qualche personaggio dubbio che loro, per mero calcolo politico, vogliono trasformare in martire.

Sul secondo gradino dei peggiori abbiamo Luciano Vasapollo, professore dell’Università La Sapienza di Roma. Durante il corteo pro Maduro, ha scagliato tutta la sua violenza (verbale) contro una esule cubana che aveva osato dire la sua contro il regime venezuelano. "E leva sto cazzo de telefono", intima il docente. E poi "merda", gridato più e più volte. "Te ne devi andare". E poi ancora altre brutte parole. Un vero e proprio "duro”, Vasapollo, un vero proprio militante. Che fatichiamo a immaginare dietro a una cattedra universitaria. Mentre non ci stupisce che sia dirigente nazionale della Rete dei Comunisti, l'organizzazione a cui sono legati anche i collettivi "Cambiare Rotta" e "Osa". E non ci stupisce nemmeno che, vista la sua amicizia con Maduro, del popolo oppresso gli interessi davvero poco. Purtroppo questo cattivo maestro non è il solo megafono del regime venezuelano. E purtroppo c'è anche chi, scagliandosi contro noi del Giornale (definendoci "squallidi cacciatori di streghe"), arriva a difendere certe posizioni. Uno di questi è il sindacalista Giorgio Cremaschi. "Squadrismo mediatico", "fascistelli" e altre amenità. La solita sinistra, insomma.

Al primo posto del nostro podio abbiamo il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, sceso in campo contro la riforma della giustizia con il fronte del no. Leggete attentamente perché siamo in punta di cavillo. Il referendum sulla riforma della giustizia, come sapete tutti, è già stato indetto e il governo ha già anche fissato la data (si voterà il 22 e 23 marzo) ma i furbacchioni del "no" hanno lanciato una raccolta firme online con lo stesso scopo, ovvero indire un referendum. Uguale all'altro. Direte voi: ma che senso ha? Ora ve lo spighiamo... Per indire un referendum servono le firme, 500mila per l'esattezza. E loro le hanno raccolte, tutte quante. Ma, se il referendum confermativo è già stato indetto e i tempi per tornare indietro o indirne un altro non ci sono, perché lo hanno fatto? La domanda è lecita. Un escamotage politico, sicuramente. Per contattare la base, potrebbero pensare i più benevoli. Ma alcuni avanzano il sospetto: che l'abbiano fatto per i soldi? Ogni firma raccolta dà diritto a un euro di rimborso. Quindi, 500mila firme-500mila euro... Un bel gruzzoletto di soldi pubblici utili sicuramente a pagare la campagna referendaria al comitato per il "no". Avete capito che furbata? A quanto pare con la scusa del referendum hanno raccolto soldi per pagarsi le spese.