Meloni sente Trump: "Gli ho detto che i dazi sono un errore. Ora dialogo Usa-Ue"

Scritto il 18/01/2026
da Adalberto Signore

Dalla missione asiatica la premier punta alla mediazione sulla Groenlandia: telefonata con Mark Rutte per favorire la de-escalation con Washington. Intanto arriva l’ok all’ingresso dell’Italia nel Board for Peace per Gaza

Dal nostro inviato a Seul. Dopo una mattinata al Seoul national cemetery per deporre una corona di fiori in onore dei caduti della Guerra di Corea e in attesa del bilaterale con il presidente coreano Lee Jae-Myung in programma domani mattina alla Blue House, il palazzo presidenziale, Giorgia Meloni passa buona parte della giornata ad occuparsi della questione Groenlandia, un fronte dove la tensione tra Stati Uniti e Europa ha ormai superato il livello di guardia. Sono diverse le telefonate con leader europei e non. E tra le più importanti ci sono quelle con Donald Trump e con Mark Rutte, il segretario generale della Nato. Nel tentativo di provare ad avviare una de-escalation dopo che il presidente americano ha minacciato dazi al 10% per i Paesi che hanno deciso di mandare militari in Groenlandia (quindi Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia). D'altra parte, aveva detto proprio ieri a Tokyo la premier, "la questione è politica e va risolta politicamente". Cercando di tenere insieme Stati Uniti e Europa sotto il comune ombrello della Nato. Perché, spiega Meloni durante un punto stampa in una delle sale riunioni al quindicesimo piano del Lotte Hotel di Seoul, "c'è stato un problema di comprensione e comunicazione" su quello che l'Europa sta facendo.

La premier spiega di aver sentito Trump e di avergli detto che "la previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido". "Gli ho espresso le mie perplessità", aggiunge ribadendo che "ora è necessario riprendere il dialogo ed evitare un'escalation, è su questo che sto lavorando". Ed è in questo quadro che Meloni sente anche Rutte, che - dice - conferma "il lavoro che la Nato sta iniziando a fare da questo punto di vista". Insomma, la premier condivide "l'attenzione che la presidenza americana attribuisce alla Groenlandia e in generale all'Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili". Ma, aggiunge, "credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni paesi europei di inviare le truppe, di partecipare, a una maggiore sicurezza". E "non nel senso di un'iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori". Ed è per questo che "continuo a insistere sul ruolo della Nato", perché è l'Alleanza atlantica "il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze che possono essere ostili in un territorio che è chiaramente strategico". Ecco perché "il fatto che la Nato abbia cominciato a lavorare su questo" è "una buona iniziativa".

Nel corso della giornata, dopo l'incontro con gli imprenditori italiani a Seul, sono in agenda altre call con diversi leader europei, con l'obiettivo di ricomporre quella che - per cercare di abbassare i toni e riallacciare un clima negoziale - Meloni preferisce definire un'incomprensione. Anche perché, spiega durante il punto stampa nella sua ultima tappa della missione asiatica che dopo l'Oman l'ha vista prima in Giappone e ora in Corea del Sud - Trump "mi pare fosse interessato ad ascoltare". "Non posso farvi lo stenografico di quello che dico a un mio collega, ma credo che in questa fase sia molto importante parlarsi", dice la premier a chi le chiede di andare più nel dettaglio del colloquio con Trump.

Sull'ipotesi che l'Italia possa partecipare come segnale di unità con gli europei alla missione in Groenlandia, Meloni preferisce soprassedere. "Io - dice - non penso che il tema qui sia adesso creare un'escalation, credo che sia piuttosto quella di provare a dialogare e, se la mia interpretazione è corretta e cioè che sul lato americano c'è una preoccupazione per un'ingerenza eccessiva su una zona strategica e dal lato europeo c'è una volontà di aiutare ad affrontare questo problema che è anche nostro, la strada giusta non è quella di discutere tra di noi, ma quella di lavorare insieme per rispondere a una preoccupazione che ci coinvolge tutti". Insomma, "adesso è prematuro parlare" di un eventuale impegno italiano sul campo "perché sto lavorando per cercare di abbassare la tensione e tornare a dialogare". E a chi gli chiede se sulla questione Groenlandia ci sia una tensione con la Lega vista la posizione totalmente filo-trumpiana tenuta dal partito di Matteo Salvini, Meloni si limita a un risposta molto sintetica: "Su questo punto non c'è un problema politico con la Lega".

Infine, nella telefonata con Trump, è stata formalizzata la presenza dell'Italia nel Board of peace che si occuperà della ricostruzione e riorganizzazione della Striscia di Gaza. "Siamo stati invitati anche noi a farne parte. Penso che l'Italia - conclude Meloni - possa giocare un ruolo di primo piano, siamo pronti a fare la nostra pace nella costruzione del piano di pace".