«L’ho colpito per quelle foto».
Prima notte in cella per Atif Zouhair, 19 anni, accusato di aver ucciso con una coltellata un compagno di scuola, Abanoub Abu Youssef, italiano di origini egiziane, suo «rivale» in amore.
Tutto per uno scambio di vecchie fotografie fra la vittima e una ragazza che Abu conosceva fin dalle elementari. Niente di compromettente ma sufficiente per scatenare la rabbia di Atif e la lite all’istituto Einaudi Chiodo di La Spezia. Parolacce e insulti degenerano quando Zouhair estrae un coltello a serramanico e colpisce il coetaneo. Un’arma letale: la lama di 20 centimetri penetra sotto il costato, entra nel fegato e spappola la milza.
Per il giovane, accusato di omicidio volontario, il gip deve valutare l’aggravante della premeditazione considerando che il coltello se l’era portato da casa.
«Non era la prima volta che girava a scuola con un coltello. Andava fermato prima» spiega lo zio della vittima. Che Atif fosse un tipo svelto di coltello lo raccontano altri studenti. Una vera e propria fissa la sua. «Sempre pronto a discutere, bastava una stupidaggine per attaccar briga» raccontano altri. Durante l’interrogatorio fiume Atif ammette al gip le proprie responsabilità e fornisce particolari sul movente dell’aggressione mortale, quasi a giustificare l’azione. «Abu non doveva fare quello che ha fatto.
Scambiare quelle foto con la ragazza che frequento». In attesa del processo per direttissima, il giovane è rinchiuso nella prima sezione del carcere spezzino di via Fontevivo, in isolamento nella cella numero 1 e in regime di massima sorveglianza, ovvero controlli ogni 15 minuti.
Il dramma si consuma in pochi secondi alle 12 di venerdì.
«Li ho sentiti litigare nei gabinetti poi è successo tutto in un attimo» ricorda uno studente. «Parlarne mi fa male - continua -, è uno strazio. C’era il cambio della lezione, le porte delle aule erano aperte. Ho visto Abu correre nel corridoio verso la sua classe e Zouhair dietro. Zouhair gli salta addosso e Abu chiedeva aiuto. Poi è crollato a terra». Intervengono gli insegnanti. Mentre uno blocca il 19enne, un altro cerca di fermare l’emorragia di Abu. «Perdeva litri di sangue, urlavano tutti. Siamo andati nel panico». Quando il prof lo ferma, Atif ha ancora il coltello nelle mani. L’ha appena estratto dal corpo di Abu. «Non dimenticherò mai Abu steso con gli occhi sbarrati, le labbra bianche come se avesse sete, con il sangue che continuava a scorrere via». Ogni tentativo di rianimazione risulta vano. Nei prossimi giorni verrà disposto l’esame autoptico e un’ispezione dell’Ufficio scolastico regionale. L’omicida viveva con la sua famiglia ad Arcola, piccolo comune in provincia di La Spezia. Ottimi voti come Abu, Atif voleva diventare un artigiano nel settore della cantieristica navale. Entrambi d’estate lavoravano come camerieri in una pizzeria di Lerici. «Era gentile, rispettoso, amato ma molto determinato» ricordano in paese. I compagni di scuola ammettono: «Era violento, si era convinto che Abu stesse facendo la corte alla sua ragazza. E voleva fargliela pagare».
Ieri a Sora un liceale è stato colpito di striscio al collo da una coltellata davanti al liceo Artistico. Le condizioni del ragazzo non destano preoccupazione, ignoti i motivi della discussione.
L’accoltellatore, 17 anni, è stato rintracciato poche ore dopo dai carabinieri. I due non si conoscevano ma, durante un parapiglia successivo a delle minacce, l’arma ha accidentalmente ferito il ragazzo. Consegnato il coltello, il 17enne è stato denunciato. Infine a Bastia Umbra, Perugia, un 16enne è stato colpito con un’ascia in una rissa fra coetanei. Una lite provocata da precedenti fra l’aggredito, che ha riportato fratture al cranio, e due degli aggressori.
Atif: "Una vendetta per le foto ma non volevo uccidere Abu". A Sora un altro ferito a scuola
Scritto il 18/01/2026
da Stefano Vladovich

