Sono emersi dettagli ancora più inquietanti in merito al delitto che si è consumato presso l'istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia; il diciannovenne Zouhair Atif, infatti, aveva manifestato una certa curiosità nei confronti dell'omicidio, tanto da parlarne addirittura con uno degli insegnanti. Un campanello d'allarme ignorato?
Stando alla ricostruzione fornita dagli inquirenti, quello di Atif non sarebbe stato uno scatto improvviso. Il diciannovenne avrebbe preso di mira Abanoub Youssef, inseguendolo per tutto il corridoio e anche oltre, fino a raggiungerlo in classe. Lì la vittima sperava di trovare rifugio, ma il suo aggressore lo ha seguito, sferrandogli una coltellata. Se non fossero stati presenti insegnante e compagni probabilmente non si sarebbe fermato. A quel punto, secondo la ricostruzione, il giovane sarebbe andato a parlare con la fidanzata, per poi tornare indietro e consegnare a un insegnante il coltello insanguinato. Avrebbe addirittura porto l'arma dal manico. Poi, come se nulla fosse, si sarebbe seduto, restando impassibile.
Un fatto terribile quello avvenuto intorno alle 11.45 all'istituto tecnico Einaudi-Chiodo, dove si sono registrati momenti di autentico orrore. Qualche studente è scappato durante quegli attimi. Altri hanno chiamato i genitori. A quanto pare Atif Zouhair era solito usare i coltelli per minacciare i suoi nemici, tanto che tempo prima aveva già rivolto l'arma contro un ragazzo albanese, cosa che gli era valsa una sospensione. Un provvedimento che non deve aver sortito molto effetto.
Una cosa è certa. Dopo l'orrore che si è consumato il 16 gennaio, crolla l'idea di istituto multietnico, esempio di integrazione e armonia, che l'Enaudi-Chiodo si ere dato. A quanto pare il ministero dell'Istruzione invierà degli ispettori. Fra le aule, infatti, serpeggia una voce inquietante. Atif aveva palesato una certa curiosità nei confronti dell'omicidio, tanto che un mese prima, parlando con un'insegnante che aveva chiesto ai ragazzi quale fosse un loro sogno, il ragazzo aveva dichiarato:"Mi piacerebbe vedere che emozione si prova a uccidere una persona". Questo quanto riportato da Il Corriere. Adesso gli altri studenti accusano quella professoressa che, all'epoca, non segnalò la cosa a chi di dovere. "Per un periodo Atif andava in giro chiedendo cosa succede in Italia ad uno che ammazza una persona", dicono ancora i compagni di scuola. Eppure alcuni docenti lo definiscono come uno studente modello.
Chi è, allora, Zouhair Atif? Il diciannovenne è originario del Marocco. Arrivato dieci anni fa in Italia insieme alla sua famiglia, vive ad Arcola (La Spezia). Gli inquirenti stanno facendo il possibile per comprendere meglio il soggetto. Nelle chat degli studenti, qualcuno afferma addirittura di averlo visto mostrare una pistola. Tutto è da verificare. Intanto il padre del ragazzo Boulkhir Atif ha parlato con La Stampa e si è scusato con la famiglia della vittima. "Sono troppo dispiaciuto, troppo triste. Sono troppo preso dal dolore per quello che è successo. Io sono un padre e penso a quell'altro padre. Un padre come me. Chiedo scusa per tutto, chiedo scusa ai genitori, alle sorelle, ai parenti di quel ragazzo. Chiedo scusa e perdono a nome della nostra famiglia. Le cose non dovevano andare così", ha dichiarato.

