“Quando sono entrato io… il sangue c’era”. E ancora: "È stata bella stronza....giù il telefono". A parlare è ancora una volta Andrea Sempio, l’ennesimo soliloquio in macchina, come quello in cui, imitando una voce femminile, simulava o inventava una conversazione con Chiara Poggi (forse). La nuova intercettazione, anticipata dal Corriere della Sera, risale al 12 maggio del 2025, circa un mese dopo quella precedente sull’ipotetico approccio con la vittima. Quest’ultima captazione sarebbe di particolare interesse investigativo in quanto, secondo gli investigatori, confermerebbe la presenza dell’indagato sulla scena del crimine. O almeno, questa sarebbe l’interpretazione dell’audio trascritto dai carabinieri.
Le nuove intercettazioni
Sono le 10.30 del mattino, la microspia piazzata sull’auto del 38enne cattura la voce di Sempio, che parla da solo e a voce molto bassa: “Pensa allora a sto punto uno prende la perizia che dice che il sangue era secco e non rilascia le gocce, ma quella è la versione che usano per inc... perché ancor prima han detto... loro han detto che l'hanno inc... sulla destra, han inc... il sangue, ed hanno inc... proprio sulla destra per stare attento... perché c’era il sangue, e gli han detto "no...". Lui (sta parlando di Stasi, ndr) dice di non aver inc... con i piedi... "eh va beh ma allora non c'era tutto quel sangue" e allora non c'era tutto quel sangue e va beh allora non c'era tutto quel...quando sono andato io... (compatibile con "quando sono andato via" - la nota è dei carabinieri) il sangue c'era... "e allora... debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se n’è reso conto ma... senza accorgersene ha evitato le macchie... e allora... del tutto inconsapevole... lui senza accorgersi ha evitato le macchie... ha evitato le macchie" ...e gli han detto “no stronzata... stronzata..." e allora "era d'estate ma era secco..." va beh questo ci può stare... e da li stanno cavalcando l'idea che il sangue fosse secco...". Per gli investigatori, in questo passaggio, il 39enne sta ripercorrendo il tema della camminata e dell’assenza di sangue sulle suole delle scarpe di Alberto Stasi, oggetto di numerose perizie e consulenze. I carabinieri ritengono che la frase “quando sono andato io” sia da interpretare nel senso di “quando sono andato via io” (dalla villetta di via Pascoli?). Inoltre l’affermazione “il sangue c’era” si contrappone alle versione di Stasi, che ha sempre sostenuto di essere entrato in casa Poggi, evitando accuratamente di calpestare le tracce ematiche e quindi di sporcarsi, anche perché le macchie erano ormai secche.
Poi in base a quanto emerge dalla informativa dei carabinieri sul caso Garalasco, Andrea Sempio, nel corso di una intercettazione ambientale del 14 aprile 2025 non avrebbe nascoso il disappunto per la reazione di Chiara Poggi ad un sua telefonata nell'agosto del 2007 in cui la ragazza si sarebbe rifiutata di parlare con lui riattaccando il telefono. "Lui stesso commenta 'cioè è stata bella stronza....giù il telefono", scrivono gli investigatori nell'atto di oltre 300 pagine.
Gli appunti
Agli atti dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia, chiusa ieri, ci sarebbero anche alcuni appunti recuperati da un'agenda Moleskine del 38enne. Si tratta perlopiù di frasi, annotazioni random, riferite agli anni 2019, 2020 e 2021: “Molta ansia - 2 archiviazioni”, “Stasi ha chiesto la riapertura”. E ancora: “Mamma in panico per la cosa di Stasi”, “Stasi ricorso in Cassazione”. “Nei suoi appunti - si legge nell’informativa dei carabinieri - fa trasparire (il riferimento è a Sempio ndr) anche un certo interesse all’iter processuale che riguarda Stasi”. Sulla stessa agenda, scrive e racconta anche i suoi sogni, talvolta descrivendosi come “un protagonista violento”.
Lo scontrino
Dall’informativa finale dei carabinieri emerge un’altra intercettazione ambientale, risalente al 22 ottobre scorso, che riguarda Giuseppe Sempio, il papà di Andrea. L’uomo, rivolgendosi alla moglie, Daniela Ferrari, dice: “Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. Il riferimento è al tagliando di un parcheggio a Vigevano, stampato la mattina del 13 agosto 2007, che per la difesa rappresenterebbe l’alibi di Sempio. Il giovane ha sempre sostenuto, infatti, di non essere a Garlasco la mattina in cui venne uccisa Chiara Poggi. Secondo gli investigatori, in un passaggio successivo dell’intercettazione marito e moglie commentano la notizia relativa a un ipotetico testimone che avrebbe chiarito agli inquirenti la natura dello scontrino. "È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all'Andrea...Ho rovinato io la vita". Parlava così intercettata e fra le lacrime la madre di Andrea Sempio, Daniela Ferrari, in auto assieme al marito, Giuseppe Sempio che prova a rassicurarla: "Ma cosa stai dicendo? ma chiunque l'avrebbe tenuto, se tieni tutti gli scontrini del mondo.. non ricominciare ...(incomprensibile)... stai tranquilla...". Giuseppe Sempio replica: “Come fa ad averlo, glielo ha dato lui? (ride) Non so! Chi è che gliel’ha dato? Cioè, la domanda da fargli è quella lì…vabbè…estremizzare le cose che comunque poi sono cagate, perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. “Ed è proprio parlando - scrivono i carabinieri - dell’inattendibilità di questo supertestimone che Giuseppe Sempio dice alla moglie una cosa che potrebbe finalmente fugare i dubbi residuali sulla provenienza dello scontrino”.

