Unione europea e Mercosur si aprono al libero scambio

Scritto il 18/01/2026
da Gian Maria De Francesco

Von der Leyen sigla l’accordo con i Paesi sudamericani Per l’Italia l’export potenziale potrà superare i 16 miliardi


La firma è arrivata ad Asunción, capitale del Paraguay, dopo un negoziato durato ventisei anni.
L’Unione europea e i Paesi del Mercosur hanno siglato l’accordo di libero scambio che mette in relazione due blocchi da oltre 700 milioni di consumatori complessivi, aprendo uno dei più grandi spazi commerciali al mondo. A sottoscrivere l’intesa è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen insieme al presidente di turno dell’alleanza sudamericana, il paraguayano Santiago Peña. Un passaggio che, nelle intenzioni di Bruxelles, ha una valenza economica ma anche strategica, come ha spiegato la stessa von der Leyen sottolineando che l’accordo «invia un segnale forte al mondo» perché l’Europa «sceglie il commercio equo al posto dei dazi» e una «partnership produttiva e di lungo periodo».
L’intesa prevede l’eliminazione progressiva dei dazi sul 91% dell’export europeo verso Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay e sul 92% di quelle del Mercosur dirette nel Vecchio Continente, con risparmi stimati per le imprese Ue in oltre 4 miliardi di dollari l’anno.
Per l’Italia il potenziale è rilevante: il valore degli scambi con i Paesi sudamericani è pari a 16,4 miliardi di euro e riguarda settori chiave come macchinari, chimica, farmaceutica, acciaio e apparecchiature elettriche, oggi gravati da tariffe che arrivano fino al 20 per cento.
Anche l’agroalimentare di qualità è indicato da Bruxelles come uno dei principali beneficiari, grazie alla tutela di 57 indicazioni geografiche italiane, dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, dal Prosecco all’Aceto balsamico di Modena.
Ma mentre a Bruxelles e nelle capitali europee si rivendica la portata storica dell’accordo, cresce la contestazione del mondo agricolo. Coldiretti considera l’intesa penalizzante per i produttori europei e teme una concorrenza al ribasso su standard ambientali e sanitari. Per questo martedì è annunciata una grande mobilitazione a Strasburgo davanti al Parlamento europeo, con l’obiettivo dichiarato di bloccare la ratifica di un accordo giudicato punitivo soprattutto per gli agricoltori francesi e italiani. Un fronte di protesta che accompagna una firma destinata a pesare anche sugli equilibri politici interni al Mercosur.
Il presidente brasiliano di sinistra, Lula, ha scelto di non partecipare alla firma dell’accordo. La motivazione ufficiale - impegni pregressi in agenda - ha suscitato i malumori sia dell’anfitrione paraguaiano Peña sia del presidente argentino Milei, entrambi esponenti di centrodestra. Dopo avere incontrato separatamente venerdì a Rio la presidente von der Leyen, Lula ha di fatto anteposto alle esigenze del Mercosur i propri interessi politici visto che ad ottobre è candidato per un quarto mandato alle presidenziali brasiliane.
Grazie alla sua assenza, la scena politica ad Asunción è stata così interamente monopolizzata da Milei che nel suo intervento ha espresso il suo «apprezzamento per la leadership europea che ha reso possibile questo risultato e, in particolare, per il presidente del Consiglio dei Ministri dell’Italia, che ho il piacere di chiamare mia amica, Giorgia Meloni», sottolineando che «il suo impegno e il suo sostegno sono stati decisivi affinché questo accordo venisse finalizzato ieri». Senza mai citare Lula, Milei ha ricordato che la firma rappresenta solo un punto di partenza, esprimendo apprezzamento «per la determinazione dimostrata dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dal suo governo, con le azioni intraprese in Venezuela che hanno portato alla cattura del dittatore Nicolás narco -terrorista Maduro». Il presidente argentino ha infine ribadito la sua agenda economica che punta su «apertura, concorrenza ed integrazione nel mondo» sottolineando che «questo accordo ci spinge ad andare oltre».

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