"Stop al mondo elitario degli Yacht, dobbiamo renderlo più popolare"

Scritto il 20/03/2026
da Valeria Braghieri

Il dg del Club di Monaco Bernard d'Alessandri apre la Fiera dello studente nautico

Bernard d'Alessandri è segretario generale e direttore generale dello Yacht Club di Monaco dal 1990. Erano gli anni in cui le vele erano le signore dei mari, quelli in cui non si parlava ancora di Sea Index (il sistema di certificazione e rating creato dalla Superyacht Eco Association, fondata proprio dallo Yacht Club di Monaco, per misurare l'impatto ambientale dei superyacht sopra i 24 metri), quelli in cui le grandi barche a motore non avevano ancora le sembianze di cattedrali calate in acqua. Oggi racconta che in quel mondo sono cambiate molte cose, tanto che da domani al 24 marzo, lo Yacht Club di Monaco organizza la Fiera dello Studente Nautico aperta a ragazzi di scuole medie e licei.

D'Alessandri, è una scelta controcorrente in un mondo esclusivo. Come si conciliano inclusione e lusso?

"È importante attirare i giovani e rendere questo ambiente più popolare. Non può rimanere solo una realtà elitaria. Ci sono tanti modi di stare nel mondo delle barche".

Lo Yacht Club di Monaco porta il nome di un principato. Che rapporto hanno i Grimaldi con voi?

"Tutti i maschi della casa sono appassionati di barca, i gemelli del principe Andrea fanno qui la scuola di vela ogni estate".

Quante persone lavorano allo Yacht Club?

"Circa 250, a seconda dei periodi. Quando arrivai negli anni Novanta eravamo solo 4. Ora abbiamo 2500 soci di 80 nazionalità e qui coesistono tante realtà, dai cantieri, alle imprese, all'amministrazione...".

I superyacht sono diventati un simbolo tossico nell'immaginario collettivo, il Sea Index è una risposta etica efficace?

"Sì e siamo ottimisti anche per quanto riguarda i sistemi delle nuove barche decisamente meno inquinanti delle precedenti".

Parlate di Monaco come Capital of Advanced Yachting. Chi è il vostro vero concorrente: Cannes, Ginevra, Dubai, o è una gara che si gioca su un altro piano?

"Dubai non è più un nostro concorrente e gli altri hanno strutture sostanzialmente diverse".

La collaborazione con The Explorers Club di New York porta a Monaco un'istituzione fondata nel 1904. Cosa comporta questo rapporto?

"Intanto ci sarà una grande collaborazione per questa Fiera con gli studenti. E poi è un rapporto di interscambio. Settimana prossima la nostra barca Twiga andrà a Genova e da lì partirà per New York".

La Belle Classe Academy forma broker, manager, hospitality officer. C'è una domanda reale e crescente per questi profili o si sta formando una classe di professionisti per un mercato che potrebbe restringersi?

"Credo ci siano buone possibilità di lavoro in questo ambito. E la Fiera servirà proprio a mettere gli studenti nelle condizioni di parlare con i professionisti del settore, di scoprire i corsi disponibili, eventualmente di iniziare degli stage".

Patrick Deixonne, uno dei protagonisti della fiera, è passato da pompiere a esploratore oceanico. È un caso limite o è il tipo di traiettoria che volete raccontare ai giovani?

"Si tratta di una bellissima storia, e ci saranno anche altri esempi in una sezione dedicata dal titolo Come seguire gli eroi: l'inserzione tra scienza, nautica da diporto ed esplorazione".

Tra dieci anni, come sarà lo Yacht Club de Monaco che ha in testa?

"Credo cambierà molto, come l'ho visto cambiare in questi anni. Ma tutto migliorerà perché fa parte di un mercato sempre più consapevole".