Satispay tenta il cambio di passo aprendo al mondo dei servizi bancari. A 13 anni dalla sua nascita, la paytech milanese decide di integrare il proprio circuito di pagamento lanciando le carte di debito in partnership con Mastercard. "Satispay oggi diventa un conto a tutti gli effetti", ha tagliato corto Alberto Dalmasso (in foto), ceo della società, che non esclude la richiesta in futuro di una licenza bancaria. L'introduzione delle carte di debito poggia su zero commissioni di cambio sui pagamenti in valuta extra-euro con assicurazioni e benefici per chi viaggia a seconda del piano scelto. Un chiaro guanto di sfida a Revolut, che recentemente ha raggiunto i 5 milioni di clienti in Italia e che emerge per i suoi bassi costi nei pagamenti in valuta estera.
Dalmasso non nasconde la volontà di erodere mercato alla fintech anglo-lituana: "Abbiamo dalla nostra un bacino di 6,5 milioni di utenti e chi già ci usa si affiderà a noi anche alla luce dei tre piani estremante trasparenti ed economici che abbiamo creato. Inoltre, su tutti i nostri esercenti si può pagare a rate, opzione che gli altri player non hanno". Contestualmente Satispay amplia l'offerta sul fronte investimenti, con la possibilità di acquistare azioni ed Etf in app con una commissione di 89 centesimi e piani di investimento ricorrenti gratuiti su tutti gli Etf Vanguard. La crescita della fintech tricolore passa anche dall'aumento di capitale da massimi 120 milioni, che dovrebbe concludersi entro fine anno. "Con team di acquisizioni stiamo guardando una ventina di realtà in Italia che rappresentano degli ottimi target e di conseguenza vogliamo dimensionare l'entità della ricapitalizzazione in base a cosa acquisiremo", ha specificato Dalmasso che a livello di obiettivi finanziari vede la sua azienda approcciare quota 1 miliardo di ricavi entro il 2030, dimensione minima per pensare a quotarsi. Confermato l'obiettivo di essere a break-even a fine 2027.

