Le autorità americane hanno diffuso il testo del memorandum of understanding con l'Iran. Nel documento gli Stati Uniti si impegnano a un fondo di 300 miliardi di dollari per l'Iran in caso di accordo definitivo e assicurano che l'Iran sarà autorizzato a vendere il petrolio dopo la firma del protocollo d'accordo. Il testo dell'accordo è stato letto dal funzionario americano durante una conference call. I 14 paragrafi includono le indiscrezioni finora circolate, incluso l'impegno americano a revocare ogni tipo di sanzione sulla base di un calendario concordato nell'ambito dell'accordo definitivo. Washington si impegna inoltre a rendere pienamente disponibili i fondi congelati dell'Iran a seguito dell'attuazione del memorandum. "Gli Stati Uniti e l'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso del negoziato", si legge nell'accordo.
La firma sull'intesa è arrivata da remoto già oggi, anziché di persona venerdì. Lo riferiscono a Axios un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e una seconda fonte a conoscenza delle trattative. Se ciò dovesse avvenire, rileva Axios, il memorandum verrebbe firmato elettronicamente, entrerebbero in vigore le parti dell'accordo relative allo Stretto di Hormuz. Anche se le tempistiche dovessero cambiare, l'incontro tra le delegazioni statunitense e iraniana, guidate rispettivamente dal vicepresidente JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf, si terrà come previsto venerdì in Svizzera, secondo quanto riferito dalle fonti di Axios.
Da giorni circolano bozze sul memorandum. La fuga in avanti degli Usa deriverebbe da una crescente pressione politica sulla Casa Bianca affinché divulghi il contenuto. La fonte sentita da Axios ha precisato che è stato invece l'Iran a chiedere che il testo resti riservato fino alla firma ufficiale. Nelle ultime ore diversi media hanno potuto visionare la bozza, Bloomberg, in particolare, è riuscito ad ottenere e pubblicare il testo integrale dell'accordo, diviso in 14 punti. Dovrebbe essere il documento formulato dalle diplomazie dei due Paesi coinvolti nel conflitto, che punta non solo a far cessare la guerra, ma anche a mettere le basi per uno sviluppo successivo.
Fonti vicine al team negoziale iraniano hanno però affermato all'agenzia Tasnim che il testo del Memorandum d'intesa fra Iran e Usa pubblicato da Bloomberg contiene "numerose inesattezze e omissioni". In particolar modo - viene spiegato - la fonte ha sottolineato che l'articolo 1 e la sezione relativa allo Stretto di Hormuz, così come riportati da Bloomberg, sono "specificamente inesatti, omettendo termini chiave". La fonte ha confermato che l'accordo è composto da 14 articoli e ha precisato che, di comune accordo, il testo dell'intesa sarà pubblicato solo dopo la firma, prevista per venerdì.
Da parte loro, gli Stati Uniti hanno affermato che il lunguaggio utilizzato nel documento è estremamente e volutamente vago per creare un ambiente più favorevole per i colloqui tecnici e i negoziati ad alto livello, dando a Teheran la possibilità di vendere il suo contenuto all'opinione pubblica interna. "Non si dovrebbe leggere troppo nel linguaggio utilizzato nel memorandum", sostiene con la Cnn una delle fonti, descrivendo come un 'documento politicò il testo dell'accordo, che secondo quanto rivelato dal vice presidente JD Vance è lungo appena una pagina e mezzo. Le fonti ammettono che il team negoziale del presidente ha "formulato un linguaggio che permetta all'Iran di dire quello che deve dire per la sua politica interna". Ma avvisano che non riflette gli impegni cruciali assunti dall'Iran attraverso i canali di trattative riservate, cosa sempre destinata a dare agli iraniani maggiore possibilità di firmare l'accordo.
Il testo del memorandum
Intitolato "Memorandum d'intesa di Islamabad tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran", il documento reso pubblico dall'Amministrazione Usa dovrebbe essere firmato formalmente venerdì, dando inizio a un periodo di 60 giorni per negoziare i termini definitivi dell'accordo.Di seguito il testo integrale: "Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno concordato congiuntamente in buona fede quanto segue:
- Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran e i loro alleati nell'attuale guerra firmano il presente Memorandum d'intesa per dichiarare la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, e si impegnano d'ora in poi a non intraprendere alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza reciproca e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano. L'accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e le altre disposizioni del presente paragrafo.
- Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'altro e ad astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.
- Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo.
- Immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d'Intesa, gli Stati Uniti d'America inizieranno la rimozione del blocco navale e di qualsiasi ostacolo o impedimento nei confronti della Repubblica Islamica dell'Iran, e porranno fine al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico navale sarà proporzionale ai livelli di traffico prebellico ripristinati dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle vicinanze della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni dalla conclusione dell'accordo definitivo.
- A seguito della firma del presente Memorandum d'intesa, la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnerà al massimo per garantire il transito sicuro e gratuito delle navi commerciali dal Golfo Persico al Mar d'Oman e viceversa, per un periodo di soli 60 giorni. Il traffico di navi commerciali inizierà immediatamente e, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di procedere allo sminamento da parte della Repubblica Islamica dell'Iran, il transito sarà ripristinato entro 30 giorni. La Repubblica Islamica dell'Iran avvierà un dialogo con il Sultanato dell'Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in accordo con gli altri Stati rivieraschi del Golfo Persico, nel rispetto del diritto internazionale vigente e dei diritti sovrani degli Stati costieri dello Stretto di Hormuz.
- Gli Stati Uniti d'America si impegnano, insieme ai partner regionali, a elaborare un piano definitivo e concordato di comune accordo, con uno stanziamento di almeno 300 miliardi di dollari, per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell'Iran. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito nell'ambito di un accordo finale entro 60 giorni. Tutte le licenze, le deroghe e le autorizzazioni necessarie per le relative transazioni finanziarie saranno concesse dagli Stati Uniti d'America.
- Gli Stati Uniti d'America si impegnano a porre fine a tutti i tipi di sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell'AIEA, tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, primarie e secondarie, secondo un calendario concordato nell'ambito dell'accordo finale. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America riconoscono l'importanza cruciale della questione della cessazione delle sanzioni sopra menzionata e hanno espresso la loro intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati al fine di raggiungere un accordo reciproco.
- La Repubblica Islamica dell'Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti hanno concordato che la destinazione del materiale arricchito e quella di tutte le altre questioni di natura nucleare concordate reciprocamente, ivi comprese le esigenze nucleari dell'Iran, saranno adeguatamente affrontate in un accordo definitivo; tale accordo definitivo confermerà le disposizioni del presente Articolo.
- In attesa dell'accordo finale, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concordano di mantenere lo status quo. La Repubblica Islamica dell'Iran manterrà l'attuale status quo del proprio programma nucleare, mentre gli Stati Uniti d'America non imporranno nuove sanzioni né dispiegheranno ulteriori forze nella regione.
- Gli Stati Uniti d'America si impegnano, immediatamente dopo la firma del presente Memorandum d'Intesa (MOU) e fino alla revoca delle sanzioni, a far sì che il Dipartimento del Tesoro USA rilasci deroghe per l'esportazione di greggio, prodotti petroliferi e derivati iraniani, nonché per tutti i servizi connessi, incluse transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti, ecc.
- Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rendere pienamente disponibili per l'utilizzo i fondi e le attività della Repubblica Islamica dell'Iran attualmente congelati o soggetti a restrizioni, a seguito dell'attuazione del presente MOU. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative allo sblocco di tali fondi nel corso dei negoziati. Tali fondi, sia che rimangano sul conto originale sia che vengano trasferiti, dovranno essere resi pienamente utilizzabili per pagamenti a favore di qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rilasciare tutte le licenze e le autorizzazioni necessarie a tal fine.
- Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concordano sull'istituzione di un meccanismo esecutivo per monitorare la corretta attuazione del presente MOU e la futura conformità all'accordo finale.
- In seguito alla firma del presente Memorandum d'Intesa (MOU) e subordinatamente all'avvio dell'attuazione dei paragrafi 1, 4, 5, 10 e 11 dello stesso - nonché alla prosecuzione di tali misure - gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran avvieranno negoziati per l'accordo definitivo, concentrandosi esclusivamente sugli altri paragrafi.
- L'accordo definitivo sarà ratificato tramite una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".
La minaccia di Trump
Il presidente americano, Donald Trump, ha minacciato oggi di ricominciare a "sganciare bombe" se l'Iran "non si comporterà bene", a due giorni dalla firma in Svizzera di un memorandum d'intesa fra Washington e Teheran. "Non è un testo finale, è un protocollo di accordo - ha detto Trump in un bilaterale con il presidente egiziano Abdel Fatah Al-Sisi a margine del vertice G7 di Evian - e se non mi piacerà, se non si comporteranno bene, ricominceremo a sganciare bombe in pieno sulle loro teste".
Gli iraniani, ha detto ancora Trump, "si sono comportati male per 47 anni", tornando di nuovo a riferirsi alla caduta dello Scià, alleato degli Stati Uniti, e all'inizio della Repubblica Islamica, nel 1979. Donald Trump ha poi ripetuto che gli Stati Uniti non investiranno in Iran nel quadro dell'accordo concluso per mettere fine alla guerra, i cui dettagli non sono stati ancora resi ufficialmente pubblici. "E' falso - ha detto in riferimento a notizie di previsti investimenti americani in Iran previsti dall'accordo - noi non investiremo neppure 10 centesimi" in Iran.
Ma sulla scadenza di 60 giorni precisa: "Non è inderogabile"
Parlando con i giornalisti a Parigi, dove si è recato per una cena alla Reggia di Versailles, Trump ha detto di "non considerare il periodo di negoziazione di 60 giorni" previsto nel memorandum d'intesa con l'Iran "come una scadenza tassativa per raggiungere un accordo definitivo". Ha dichiarato di aspettarsi ancora che il documento venga firmato entro le prossime 48 ore e che il vicepresidente JD Vance sarà presente alla cerimonia della firma. attualmente prevista per venerdì in Svizzera.
Teheran: valutiamo che siano Trump e Pezeshkian a firmare l'accordo
L'Iran sta valutando che sia il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, insieme al presidente Usa Trump, a firmare il memorandum di intesa per la fine della guerra. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Finora, i nostri piani per l'incontro di Ginevra non sono cambiati", ha dichiarato Baqaei. "Per quanto riguarda la firma del memorandum d'intesa, un'ipotesi è che venga firmata dai presidenti dei due Paesi, e questa possibilità è attualmente al vaglio", ha aggiunto. Teheran aveva precedentemente affermato che gli Stati Uniti e l'Iran sarebbero stati rappresentati rispettivamente dal vicepresidente americano JD Vance e dal presidente del parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf.
Iran, i dettagli del memorandum e le parole di Ghalibaf
L'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha diffuso i dettagli dell'accordo che dovrebbe essere firmato venerdì, poco dopo che un funzionario statunitense aveva pubblicato una copia del testo. Tra i dettagli figurano gli impegni degli Stati Uniti a concedere all'Iran l'accesso ai fondi congelati e a porre fine al blocco delle sue navi e dei suoi porti, mentre Teheran si impegna a facilitare il ritorno del traffico marittimo nel Golfo Persico e nel Golfo dell'Oman ai livelli prebellici e a non produrre né acquisire armi nucleari. Lo riporta il Guardian. Al Jazeera invece riferisce le ultime dichiarazioni di Mohammad-Bagher Ghalibaf, capo della delegazione negoziale iraniana e presidente del parlamento del Paese, che in una dichiarazione alla televisione di Stato ha affermato orgogliosamente che "l'Iran ha vinto la guerra contro gli Stati Uniti e Israele. È stata una guerra tra il fronte della verità e quello della menzogna", ha affermato Ghalibaf. "Non abbiamo permesso agli Stati Uniti e a Israele di raggiungere i nove obiettivi che si erano prefissati fin dall'inizio della guerra", ha poi aggiunto. Ghalibaf infine ha affermato di essere la persona che diffida maggiormente degli Stati Uniti e di aver detto al vicepresidente americano JD Vance di non avere "la minima fiducia" in lui.

