"Muove 242 navi al giorno": la strana mossa di Xi nel Mar Cinese Meridionale

Scritto il 27/02/2026
da Federico Giuliani

Pechino muove oltre 240 navi al giorno nel Mar Cinese Meridionale, intensificando la sua presenza militare e civile nelle acque contese

Nel 2025 il Mar Cinese Meridionale ha visto crescere una presenza navale cinese senza precedenti. Secondo un rapporto dell’Asia Maritime Transparency Initiative, infatti, la cosiddetta “milizia marittima cinese” ha mantenuto una media di 241 navi operative ogni giorno nelle acque contese, il livello più alto mai registrato dal think tank in questione. La flotta comprende sia unità paramilitari addestrate sia pescherecci statalizzati che operano quasi continuamente nelle acque delle Isole Spratly. I principali punti di concentrazione coincidono con Mischief Reef e Whitsun Reef, atolli strategici contesi da Filippine, Vietnam e Cina, dove le imbarcazioni hanno mostrato una presenza costante lungo tutto l’anno, con picchi stagionali dopo il Capodanno lunare e durante i mesi di giugno e novembre.

Le “altre” navi cinesi in azione

L’attività massiccia di queste navi, che supera spesso le 200 unità al giorno nei momenti di maggiore tensione, riflette una chiara strategia di Pechino volta a rafforzare il controllo sull'intera area. Il South China Morning Post, non a caso, ha sottolineato come l’analisi del suddetto report mostri un cambiamento significativo nell’uso della milizia e delle flotte civili.

Se, infatti, in passato i pescherecci del Dragone hanno giocato un ruolo centrale, oggi la loro concentrazione maggiore si registra in aree meno contestate, suggerendo che il loro ruolo strategico diretto per Pechino sta diminuendo. Le unità più professionali e addestrate, insieme alla Guardia Costiera Cinese, sembrano assumere la responsabilità delle zone più delicate, come Scarborough Shoal, contesa con le Filippine e punto ricorrente di incidenti marittimi.

La strategia di Xi

La strategia di Xi Jinping appare quindi chiara: assicurarsi il predominio cinese nel Mar Cinese Meridionale usando una combinazione di flotte civili e militari. La presenza di oltre 240 navi al giorno non è soltanto un dato numerico impressionante, ma un segnale politico e militare forte.

Pechino, pur negando ufficialmente il coinvolgimento della milizia in confronti aggressivi, sfrutta la presenza massiccia di imbarcazioni apparentemente civili per esercitare pressione e consolidare le proprie rivendicazioni territoriali. Questo approccio complica le reazioni dei paesi rivali, che devono distinguere tra attività civili e militari senza incorrere in provocazioni internazionali.

Nel frattempo gli Stati Uniti, alleati chiave delle Filippine in termini di sicurezza, stanno rafforzando la loro posizione militare regionale. Gli Usa, non a caso, intendono espandere i loro sistemi missilistici avanzati e senza equipaggio nel territorio filippino. Ricordiamo che il sistema missilistico Typhon può lanciare missili da crociera Tomahawk con una gittata fino a 2.500 chilometri dall'isola di Luzon, nel nord delle Filippine (una gittata che copre il Mar Cinese Meridionale e lo Stretto di Taiwan).