Rinviata al 15 luglio la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di Saman Abbas, la 18enne pakistana uccisa a Novellara nella primavera del 2021. Nell’udienza di oggi la Procura generale ha chiesto la conferma integrale delle condanne decise dalla Corte d’Assise d’Appello per tutti gli imputati. In secondo grado sono stati confermati gli ergastoli per i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, mentre la stessa pena è stata inflitta ai cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. Allo zio Danish Hasnain sono stati invece comminati 22 anni di reclusione. In Cassazione sono stati esaminati i ricorsi delle difese. Presenti in aula anche l’ex sindaca di Novellara Elena Carletti e l’attuale primo cittadino Simone Zarantonello. Dopo il delitto i familiari lasciarono l’Italia, ma furono successivamente rintracciati e trasferiti nel Paese. Il corpo di Saman fu ritrovato nel novembre 2022 sotto un rudere, dopo le indicazioni fornite dallo zio Hasnain.
Nella requisitoria il pg si era così espresso: “L’omicidio, pur avendo radici culturali proprie, tradisce il ricorso a una violenza estrema e sproporzionata, scelta come unico strumento per 'emendare una presunta colpa’ (la volontà di libertà della ragazza), che realizza la natura turpe e ignobile del movente”. Nella requisitoria veniva sottolineato inoltre come l’omicidio della 18enne fosse stato un atto deliberato della famiglia per “sanzionare il disonore”.
Saman infatti non solo si era opposta al matrimonio con un cugino, matrimonio disposto dai genitori, ma vestiva all’occidentale, voleva studiare, prendere la patente, ed essere un’“Italian Girl”, come si faceva chiamare sui social network in cui si mostrava come tutte le coetanee del Belpaese, cantando le canzoni dei trapper italiani.
Saman Abbas era scomparsa la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2021. Il giorno dopo i genitori erano volati in Pakistan, mentre i cugini e lo zio avevano lasciato Novellara nei giorni successivi, con il fratello minore della ragazza, Ali Heider, oggi in carico ai servizi sociali, essendo in un programma di protezione, poiché è diventato il principale testimone contro la famiglia.
Si è cercato a lungo il corpo di Saman, fino a metà novembre 2022, un anno e mezzo dopo la scomparsa, quando Danish ha deciso di parlare, all’indomani dell’arresto del fratello Shabbar. Saman era sepolta nella nuda terra nei pressi di un casolare diroccato a poche centinaia di metri dall’azienda agricola di Novellara in cui gli Abbas vivevano e lavoravano.

